Concessioni idroelettriche – Canoni aggiuntivi, nessun rimborso è dovuto

//Concessioni idroelettriche – Canoni aggiuntivi, nessun rimborso è dovuto

Importanti novità per quanto riguarda le proroghe di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche: la Corte Costituzionale, con sentenza 88/2017, ha stabilito che le somme incassate dai Comuni, versate dai concessionari prima della sentenza della Corte Costituzionale 1/2008, sono definitivamente trattenute dai Comuni stessi.

Con legge n. 266/2005 venivano prorogate per dieci anni le concessioni idroelettriche in scadenza a partire dal 2010, alcune delle quali erano già state prorogate in precedenza dal Decreto Bersani n. 79/1999.
A fronte di questo beneficio per le società il legislatore aveva previsto un canone aggiuntivo di euro 3,6 per ogni kW di potenza installata da versare per 1/6 ai Comuni rivieraschi e per i 5/6 allo Stato.
Le società avevano provveduto a versare detti canoni nel 2006 e 2007 allo Stato e nel 2008 ai Comuni grazie anche all’interessamento di Federbim e di alcuni Consorzi BIM locali.
La Corte Costituzionale nel 2008 ha ritenuta illegittima questa proroga delle concessioni e conseguentemente ha annullato anche i relativi canoni.
Si sono susseguite diverse disposizioni di legge e relativi ricorsi in Corte Costituzionale; di fatto lo Stato ha dovuto rimborsare alle Società la quota incassata di 5/6 ma non era stato previsto esplicitamente il rimborso della quota incassata dai Comuni.
A fronte della richiesta di rimborso presentata da alcuni produttori di energia idroelettrica ai Comuni interessati, la Federbim ha dato indicazione ai vari Consorzi BIM di farsi carico del problema a sostegno dei Comuni comunicando a ciascuna Società, richiedente la restituzione, che detti canoni dovevano essere definitivamente trattenuti dai Comuni.
Con sentenza n. 88/2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata da una Società e quindi, alla luce di questo, nessun rimborso è dovuto. Ovviamente devono essere ritenute illegittime anche eventuali richieste fatte da altre società.
Federbim esprime la propria soddisfazione per il riconoscimento ai Comuni di risorse aggiuntive che sono ritenute essenziali in quanto hanno dato origine a progetti ed investimenti che non potevano essere bloccati da un eventuale rimborso ai produttori.
In questo senso Federbim riconosce l’importanza di ogni presa di posizione formulata autonomamente dai Consorzi BIM, come quello del Consorzio BIM Adda di Sondrio, del Consorzio BIM Piave di Belluno, del Consorzio BIM Brembo Serio Lago di Como di Bergamo e altri, che hanno provveduto a comunicare tempestivamente ai propri Comuni l’inammissibilità delle richieste fatte da Edison e da altri produttori.

Roma, 18 maggio 2017

Carlo Personeni – Presidente Federbim

2017-05-19T11:28:08+00:00 News|