Il decreto contenente la manovra correttiva dei conti pubblici - appena diventato legge dello Stato – conferma e valorizza il ruolo dei Consorzi BIM, con una nuova importante assegnazione di risorse economiche, nonostante il contesto di crisi. A sottolinearlo è Carlo Personeni, Presidente di Federbim, la Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano.
Il riconoscimento contenuto nella manovra arriva dopo quello previsto dalla Carta delle Autonomie (ddl Calderoli) che – all’articolo 18 – prevede espressamente che i Consorzi BIM sono “esclusi dalla soppressione” degli enti inutili.
L’articolo 15 del maxiemendamento alla manovra ha poi finalmente definito l’aumento già dal 1° gennaio 2010 del sovracanone a favore dei BIM che passerà dagli attuali 21,08 a 28 euro (un incremento del 33%) e per i Comuni Rivieraschi da 5,27 a 7 euro (+33%) per ogni kW di potenza nominale media.
Dunque, un importo superiore ai 35 milioni di euro annui si aggiungerà ai fondi gestiti direttamente dai Consorzi BIM. Risorse che verranno immediatamente dirottate ai territori di competenza (quasi 1.800 Comuni Montani coinvolti).
Altra importante novità è la possibilità di piena applicazione dell’art. 3 della legge 959 finalizzato a valorizzare ulteriormente il sovracanone con la possibilità di ritirare energia idroelettrica in sostituzione del sovracanone.
I Consorzi BIM gestiscono sul loro territorio oltre 115 milioni di euro, derivanti dai sovracanoni dovuti dalle aziende idroelettriche ai Comuni, a seguito dell’entrata in vigore della legge 959 del 1953.
I Consorzi BIM sono dunque il primo esempio di federalismo fiscale perché da oltre 50 anni gestiscono i proventi che arrivano dal territorio montano e vengono reinvestiti sullo stesso territorio, cioè nelle infrastrutture dei comuni ed enti sovracomunali a favore della gente di montagna.