Interviste

21/07/2006

TRE DOMANDE A: RENATO VICENZI (VICE PRESIDENTE FEDERBIM E COORD. COMM. ENERGIA)

Renato Vicenzi, già vicepresidente Federbim, è stato eletto lo scorso lunedì 17 Luglio alla presidenza del Consorzio Bim Adige di Trento. A lui vanno innanzitutto i complimenti per la sua elezione e i migliori auguri da parte di tutta la giunta Federbim.   

Quali sono le prime questioni che un neo presidente del Consorzio Bim Adige si trova ad affrontare?
Sicuramente quello dell’energia è, senz’altro, un tema di grande importanza. L’obbiettivo primario, in linea con le politiche di tutti i Consorzi Bim e della passata presidenza, resta sempre quello di battersi affinché il sovracanone elettrico, versato dai concessionari di derivazioni d'acqua pubblica che hanno opere di presa all'interno dei bacini imbriferi, rimanga di proprietà esclusiva dei comuni ove tali strutture sorgono.

I Consorzi BIM, rappresentano per la montagna un esempio di come le risorse naturali si trasformino in economiche e finanziarie: un vero e proprio volano per la crescita locale oltre che una difesa per la protezione delle stesse aree montane. Quali sono i provvedimenti che a livello legislativo il presidente di un importante Bim come il suo si aspetta dal nuovo governo a tutela del medesimo? 
In primo luogo credo che, in vista delle prossime scadenze, il momento del rinnovo delle grosse concessioni, possa collimare con una posizione maggiormente attiva e di primo piano da parte delle comunità: il riconoscimento di una partecipazione territoriale delle stesse deve segnare un punto fermo e imprescindibile a cui questo Governo non può assolutamente rinunciare.   

Come giudica, a tal proposito, la delega relativa alle “azioni governative dirette alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle zone montane” attribuita al Ministro per gli Affari Regionali Linda Lanzillotta?
Dopo l’l’introduzione di indicatori ambientali introdotti dal Governo nel Documento di programmazione economica e ziaria 2007-2011, non possiamo non salutare con un’attesa ottimistica e piena di speranze quest’altro provvedimento che delega, appunto, le questioni legate ai territori montani al Ministro Lanzillotta. L’auspicio che mi sento di fare è che il Ministro riesca, finalmente, a porre un freno al processo di spopolamento a cui tali territori sono sottopposti, oramai, da qualche decennio a questa parte. Le popolazioni che vivono in montagna hanno bisogno di una giusta politica di tutela e valorizzazione del loro patrimonio economico e culturale attraverso leggi e provvedimenti particolari o tramite una politica di incentivi e sgravi fiscali per tutte quelle persone (fisiche o giuridiche) che decidano di non abbandonare quei luoghi in cui sono nati e in cui sono vissuti per tanto tempo.
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